Cristiano Ciceri

Uno studioso del Giappone che si occupa da anni di questo paese da tutti i punti di vista

Cristiano Ciceri è nato a Milano. Si è laureato in Lingue e Letterature Orientali (Quadriennale giapponese) presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia con una tesi dal titolo “Modelli temporali nel Buddhismo giapponese”. Ha insegnato lingua e cultura giapponese nei corsi organizzati dall’Is.I.A.O. (Istituto Italiano per l’Africa e l’Oriente) a Milano. Si dedica ora a ricerche indipendenti. Ha pubblicato, in edizione cartacea, Zen. L’insegnamento silenzioso e Daoismo. L’arte di cavalcare i draghi.

Riportiamo qui di seguito l’intervista che abbiamo realizzato con l’autore, che ci ha permesso di conoscere più da vicino e dettagliatamente la sua passione e conoscenza della cultura orientale.

1) Da quando è iniziata la sua passione per il Giappone?

Mio nonno possedeva una collana di libri dedicata alle civiltà extra-europee. Quando li ho letti, la mia predilezione per le culture giapponese e cinese è stata immediata, rispetto ad altre come l’indiana o l’africana. Ho cominciato poi ad acquistare libri su vari aspetti delle culture giapponesi e cinesi. In particolare, in una libreria del centro di Milano esisteva uno scaffale polveroso di libri in inglese dedicati a lingue e culture orientali, i cui prezzi non erano ritoccati per anni e quindi risultavano alla portata di uno studente.

2) Ha avuto modo di vivere in Giappone o visitarlo? Quali sono le differenze maggiori con la cultura italiana?

Prima dell’introduzione dell’euro, visitare il Giappone era abbastanza costoso. Avrei voluto studiare in un’università giapponese, ma non ho potuto farlo. Fare il turista in una nazione trasmette solo una visione approssimata della vita di un popolo. Studiare la lingua in una scuola locale generalmente consente di fare amicizia con studenti americani o australiani, con cui si finisce col parlare in inglese di sport o di serie televisive. Il contatto con la popolazione locale rimane superficiale.

3) Professor Cristiano Ciceri se dovesse presentare in poche parole il Giappone cosa evidenzierebbe?

La capacità di armonizzare aspetti del passato e del presente nella propria cultura. Nulla è abbandonato, ma è integrato e conservato per il futuro.

4) Quali sono gli aspetti della cultura giapponese che più la coinvolgono?

Il mio interesse principale riguarda la filosofia, ma apprezzo anche la letteratura e l’arte. In campo letterario, voglio segnalare il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu, il capolavoro della letteratura giapponese, e gli haiku (poesie di 17 sillabe) di Bashô. In campo artistico, apprezzo particolarmente la pittura ad inchiostro e le stampe a colori del Periodo Edo o Tokugawa. Ascolto con attenzione la produzione del compositore Toru Takemitsu, che unisce elementi della musica classica occidentale e di quella tradizionale giapponese.

5) Da cosa pensa dipenda, professor Cristiano Ciceri  l’interesse attuale per la cultura giapponese?

Credo che l’interesse attuale per la cultura giapponese sia dovuto in particolare alla cinematografia dal decennio 1950 – 1960 ad oggi, e alla produzione letteratura recente, che comprende molti autori interessanti, fra cui Murakami Haruki.

6) Quali aspetti del Giappone professor Cristiano Ciceri ritiene possano coinvolgere i lettori contemporanei oltre a quelli già evidenziati?

Ritengo che la produzione di manga e anime sia spesso sottovalutata rispetto ad altri tipi di espressione artistica. E’ indirizzata a diversi tipi di pubblico e molta parte di essa ha scopi solo commerciali, ma i suoi autori migliori, come Miyazaki Hayao, dovrebbero essere valutati con maggiore attenzione.

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