Aldo Landi

Aldo Landi, laureato in Lettere all’Università di Firenze, oltre che in Diritto Canonico all’Università Gregoriana e in Teologia all’Università Lateranense, è stato per decenni docente alla Facoltà di Lettere e Filosofia di questa città, insegnando prima storia del Cristianesimo e poi ottenendo la cattedra di Storia Moderna; stretto collaboratore di Giorgio Spini, è stato per anni membro del comitato scientifico del prestigioso Corpus Reformatorum Italicorum, diretto dallo stesso Spini e da Luigi Firpo. Per il Corpus ha pubblicato l’edizione critica dei “Dialogi” del poligrafo umanista fiorentino Antonio Brucioli (Prismi-The newberry Library, Napoli-Chicago, 1983). Ha redatto inoltre il Catalogo delle Bibbie (cinquecentine e oltre) del fondo Guicciardini nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, edito dalla Giunta Regionale Toscana.

Dopo aver scritto numerosi saggi sull’attuazione della Controriforma in Lunigiana, Aldo Landi si è dedicato a quello che costituisce il principale filone culturale dei suoi studi, e cioè il rapporto tra papato e movimento conciliare nel Basso Medioevo e nella prima Età Moderna. Dopo il volume “Tra collegialità e curialismo. Linee di sviluppo della canonistica medioevale” (D’Anna, Firenze 1978), ha dato alle stampe per l’editrice Claudiana tre opere che costituiscono una vera e propria trilogia: “Il papa deposto (Pisa 1409[…]. L’idea conciliare nel Grande Scisma” (1985); “Concilio e papato nel Rinascimento (1449-15016). Un problema irrisolto” (1997); “Le radici del Conciliarismo” (2001). Sullo stesso argomento è uscito per il Clarendon Press (Oxford, 1992), in un volume miscellaneo, “Prophecy at the time of the Council of Pisa (1511-1513)”. Aldo Landi offriva così all’attenzione di studiosi e cultori, con grande maestria, un completo affresco delle condizioni della Chiesa Romana negli anni precedenti la Riforma di Lutero; tra l’altro di grande leggibilità, a dispetto dell’argomento non propriamente ‘facile’, come gli è stato riconosciuto dalle molte, lusinghiere recensioni italiane e straniere.

Come membro dell’Accademia Capellini a La Spezia, ha partecipato con apporti culturali di notevole spessore sia al Convegno sui Biassa e ai relativi Atti pubblicati, sia a vari volumi delle Memorie; tutti i suoi scritti andrebbero ricordati, non solo per la profondità delle ricerche, ma per lo scrupolo dello studioso e anche per la riscoperta di personalità (cito ad esempio il Cardinale Spina, un ecclesiastico di spicco sulla cui opera era caduto il dimenticatoio).

Il suo ultimo lavoro è stato l’Enciclopedia storica della città della Spezia è il risultato di notevoli ricerche, minuziose ed approfondite, su fonti anche di archivio, e può considerarsi uno tra i documenti storici più significativi della nostra terra: opera unica nel suo genere perché fornisce la storia della città e del suo territorio comunale raccogliendo in forma enciclopedica oltre 5.000 voci riguardanti ogni aspetto della vita cittadina lungo i secoli.

 

 

 

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